SuperRetro.

“Reazione a catena”  di Mario Bava, 1971.

Il primo slasher della storia del cinema

di Alex SuperRetro

 

Reazione a catena o Ecologia del delitto o La baia insanguinata o Odore di carne o Così imparano a fare i cattivi o Bay of Blood è uno dei pochi film di cui Bava si disse abbastanza soddisfatto. Il produttore Zaccariello lo lasciò infatti del tutto libero di realizzarlo come voleva. Il film passa alla cronaca per essere il primo Slasher della storia del cinema. Il primo film in cui un omicida seriale utilizza una maschera e uccide un gruppo di persone in uno spazio più o meno delimitato.


La reazione a catena che indica il film è il susseguirsi di una macelleria di qualità. 11 morti che si succedono a colpi di coltelli e lame affilate. Il film segna un’abbondanza e uno spadroneggiare dell’uso del fuori fuoco, una delle tecniche più interessanti del cinema di Bava. Tecnica già vista nel precedente Il rosso segno della follia.


Il film all’uscita ebbe un discreto successo sia nella critica (da segnalarsi gli intellettuali francesini dei “Cahiers du cinema”) sia al botteghino. Purtroppo la distribuzione successiva, come per ogni film che si rispetti di Bava, è stata un po’ sfortunata. Lo ritroviamo solo nelle solite miniere di capolavori che sono le tv private anni ’80.


La pellicola è una delle più spietate, ciniche e radicali del regista. Ecologia del delitto fa capire subito una tematica a sfondo ambientalista. Difatti vedremo che gli speculatori edilizi protagonisti dei film soccomberanno in una tragica morte ad opera dei due figli appena bambini. I piccoli Cestiè ed Elmi, una quindicina di anni prima de I ragazzi della terza C.


Il film è il punto di partenza della collaborazione con lo sceneggiatore Franco Barberi e della collaborazione alla regia del figlio Lamberto. È stato lui a girare la sequenza della morte di Claudio Volonté (fratello del più noto Gian Maria).


I critici nel tempo si sono affannati a dire che la serie Venerdì 13  non sarebbe sicuramente mai esistita senza il prototipo baviano… oppure che il film è il marxismo secondo Bava…una metafora del sessantotto. Resta il fatto che Reazione a catena è stato saccheggiato da numerosi film epigoni, a parte Venerdì 13. L’ultimo treno della notte di Aldo Lado, Halloween di John Carpenter e La Casa di Sam Raimi. Sia per le scene e le ambientazioni, sia per la trama che per l’uso violento dello splatter. Sicuramente gli americani non raggiungeranno mai la straordinaria fotografia-pop baviana dalle consuete colorazioni intense tendenti al giallo e al rosso.


Il film oltre ai vari interpreti-feticcio del giallozzo all’italiana come la Auger e Pistilli, vanta un cast di vecchie glorie: Isa Miranda e Leopoldo Trieste.


Da segnalare nel film uno dei più bei groove di Stelvio Cipriani, appena reduce del successo di “Anonimo Veneziano”.


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